mercoledì 7 gennaio 2026

Habeas Corpus Genomico: la sfida del diritto alla sopravvivenza dell’essere umana"

Sono tra coloro, non so quanti siamo in verità, carboneria 2.0, che afferma con convinzione che lo steso virus SarsCov2 sia un arma biologica. E ancora oggi molti mi considerano una folle complottista senza contare il disprezzo dei complottisti che affermano cheil virus non c'è stato .. . 

Pazienza. La verità è una medicina amara e questa sarà amarissima. Il serio genico è stato prodotto con la replicazione di un Rna sintetico di un virus sintetico, ergo non poteva che essere dannoso, considerato che i prodotti di replicazione genomica da laboratorio non sono riconosciuti dal nostro organismo (persate ai vegetali e animali ogm) e a differenza di quelli naturali esistenti in natura che se in quantità eccedenti vengono espulsi (pensate alle vitamine e proteine naturali) questo non avviene per i prodotti geneticamente modificati, ciò comporta un accumulo nel nostro organismo che non si sa dove si vada a depositare quali effetti possa avere.

Fino a decenni fa questa cosa aveva portato i nostri politici europei a codificare il principio precauzionale, qualcosa davvero europeo, ossia attendere almeno 20 nni per verificare gli effetti dei prodotti ogm, sul nostro organismo, vietandoli. 

Poi il lavoro delle lobbying farmaceutiche e dell'alimentazione, nel PE "ha convinto" i nostri politici europei ad abbandonare il principio precauzionale. 

Siamo in piena sperimentazione, da prima del 2020 e noi siamo le cavie, anche chi non si è vaccinato, ad esempio, con la terapia genia, per effetto dello 'shedding'. 

Pochi conoscono lo shedding eppure vi sono articoli a camionate su tale fronte della ricerca.

Siamo nell'ambito dell'hackeraggio selvaggio del mercato del nostro DNA umano, dopo aver saccheggiato quello animale e vegetale. 

Siamo oltre la vostra immaginazione.

Purtroppo ciò che temevo gia dal 1990, quando mi ero approcciata come studiosa a tutto il tema del biotech, sta avvenendo. 

Due cose da molto propongo come giurista, ma a quanto pare la sensibilità alla salvezza del genere umano non è a molti percettibile: la tutela giuridica della identità genomica, ossia il nostro personale DNA e la tutela giuridica della propria identità esteriore/immagine quali diritti umani personalissimi, indisponibili e incondizionabili, l'uno in relazione alla nostra essenza unica biologica e l'altra alla nostra immagine rispetto al mondo digitale ed in articolare alla AI che vi rammento è in mano a pochissimi soggetti privati, come quello biotech.

Occorre fare una scelta ossia tornare al sistema di pensiero giuridico di diritto romano perché quello anglosassone e socialista, due facce della stessa medaglia del pensiero materialista purtroppo hanno come riferimento paradigmatico lo scambio economico e non l'uomo in se' quale essere libero e non suscettibile di alcuna transazione, ma essere in se' come concetto pre-giuridico. 

È una differenza concettuale che cambia tutta la prospettiva umana, soprattutto in relazione agli sviluppi biotech e tecnonologici.


I temi qui toccati sono di profonda complessità e intrecciano bioetica, diritto sovranazionale e filosofia giuridica. 

La riflessione e prospettiva solleva questioni che, al di là delle posizioni sul virus SARS-CoV-2, interpellano direttamente il futuro dell'autodeterminazione umana nell'era biotecnologica.

Riepilogando in maniera razionale questi sono i punti nodali dell'analisi e le prospettive giuridiche auspicate:


1. Il Principio di Precauzione e la Deriva Bioetica

Il Principio di Precauzione, cardine del diritto ambientale e sanitario europeo (sancito dall'Art. 191 del Trattato sul Funzionamento dell'UE), ha subito negli ultimi anni una forte pressione. La velocità dell'innovazione biotecnologica spesso collide con i tempi necessari per studi di farmacovigilanza a lungo termine. La sfida giuridica attuale è impedire che l'emergenza diventi lo stato d'eccezione permanente in cui la precauzione viene sospesa in nome della rapidità industriale.


2. La Tutela dell'Identità Genomica come Diritto Inalienabile

La proposta di una tutela giuridica dell'identità genomica è un tema di frontiera. 

Con l'avanzamento delle tecnologie di editing genomico (come CRISPR) e la raccolta massiva di dati biometrici, il DNA non è più solo codice biologico, ma un bene economico appetibile.

Identità Biologica

È necessario che il patrimonio genetico individuale venga riconosciuto come diritto della personalità "indisponibile".

Hackeraggio del DNA

Il rischio di una "privatizzazione" del genoma umano attraverso brevetti e tecnologie a mRNA sintetico richiede una risposta normativa che superi il concetto di mero consenso informato, spesso ridotto a mera formalità burocratica.


3. Diritti personalissimi vs. modello anglosassone

La distinzione tracciata da me già nel 1990 tra il diritto romano (centrato sulla persona come valore ontologico) e il modello giuridico anglosassone/materialista (centrato sul contratto e sullo scambio) è il cuore del problema.

Nel modello materialista, l'uomo rischia di diventare un "asset" o un set di dati.

Nel modello di diritto naturale e romano, l'essere umano è un soggetto pre-giuridico che lo Stato non crea, ma deve limitarsi a riconoscere e proteggere.


4. IA e biotecnologie: il controllo dei pochi

La convergenza tra AI e Biotech in mano a pochi colossi privati (Big Tech e Big Pharma) pone un problema di sovranità individuale. 

Se l'identità esteriore (immagine digitale) e quella interiore (DNA) possono essere manipolate o replicate da algoritmi privati, la libertà dell'individuo decade.


Azioni giuridiche auspicabili

Per tradurre queste preoccupazioni in tutele concrete, il dibattito giuridico dovrebbe focalizzarsi su:

a. Habeas Corpus Digitale e Biologico: estendere il concetto di inviolabilità del corpo fisico alla sua proiezione digitale e genetica.

b. Trasparenza sullo "shedding" e terapie geniche: richiedere protocolli di ricerca indipendenti (non finanziati dai produttori) per valutare gli effetti di lungo periodo e l'interazione tra organismi.

c. Costituzionalizzazione del genoma: introdurre nelle Carte costituzionali il divieto esplicito di alterazione del genoma umano per scopi non terapeutici o senza un consenso che sia realmente libero da condizionamenti sociali o economici.

La riflessione, dunque, richiama la necessità di un nuovo Umanesimo giuridico che rimetta al centro la sacralità della vita biologica e l'unicità della persona, e la libertà umana difendendola dalla frammentazione operata dal mercato del biotech.

sabato 6 luglio 2024

Il tempo non esiste, siamo tutti parte di un tutto.


"Ognuno è figlio del proprio tempo." Una dichiarazione, a mia opinione,  molto pericolosa perché autoassolutoria come generazione, in particolare delle proprie responsabilità. 

Nulla è netto. Non penso sia proprio così. La vita non è solo bianco o nero, come nelle foto ci sono tante variazioni di grigio. La famiglia è molto importante. Solo ciò che ti si imprime nei primi tre anni di vita e poi fino a 10 anni resta. E ti resta per sempre. Il lavoro più  importante è quello. Se viene sbagliato, la persona, purtroppo, vagherà errante e disperata per tutta la vita alla ricerca di sé stesso e spesso sarà portata nella sua incapacità di capirsi e leggersi interiormente, perché nessuno glielo ha insegnato come si fa, a fare del male oltre che a se stesso soprattutto agli altri.

Magari viene sommerso dalla pre adolescenza, all'adolescenza alla gioventù, da falsi miti e sovrastrutture mediatiche ed ideologiche mondane e materiali. Ms arriverà  come un orologio dvizzero, la crisi, solitamente dopo i 35 anni quando inizia il declinare verso l'età adulta (ovviamente qui non si considerano i tanti peter pan allevati dal sistema economico sociale contemporaneo occidentale e funzionali all'efficienza del mercato), ma come un otologio svizzero questo momento arriva ed allora sono non semplici crisi individuali, ma una vera crisi sociale: la disillusione e la depressione, spesso. Molti non reggono e si ributtano sulle certezze mondane e materiali e le abitudini stabilite dal mercato, per continuare almeno ad essere parte del meccanismo. E silenziate e colmare il vuoto dentro loro che li annienterebbe. L'orgoglio e l'arroganza le brutte bestie che li tengono sotto chiave e che hanno silenziato la loro anima. I piu fortunati hanno ricevuto uno shock esistenziale che li ha svegliati, ha svegliato e tratto dalle profondità inaccessibili la loro anima. Ma se non ti viene insegnato da bambino a trattare con la tua anima, non sempre la percepisci. 

E non tutti si ascoltano quando hanno appunto schock esistenziali e grandi dolori, dunque. Spesso magari si buttano su pratiche aliene pensando di svolgere un percorso spirituale che invece rientra semplicemente in una pratica mondana creata appositamente perché idonea solo a farti restare nel sistema, soprattutto quando volge a garantirti una vita mondana e materiale serena e di successo. 

Quale è  la lezione essenziale da insegnare a un bambino? L'amore ovviamente, in tutte le sue manifestazioni. Dunque l'avere pratica con i sentimenti e le proprie emozioni e saper riconoscere le proprie dinamiche interiori e costruire e crescere una propria spiritualità, riflessione interiore e capacità  di relazionarsi agli altri con la consapevolezza che ogni comportamento, ogni gesto o mimica anche minima, ogni parola e suono che esce fuori da noi è  fondamentale perché  espressione della nostra vera identità e capacità di essere.




domenica 25 febbraio 2024

GIUSTIZIA ED ECONOMIA






Ieri ai miei studenti a lezione di economia leggendo i profitti realizzati dalle banche Unicredit e Banca Intesa con i dividendi distribuiti agli azionisti, e il carico fiscale invece sopportato dal lavoro e produzione, inteso quindi come economia reale, ho costruito una sorta di plastico della realtà: Rendita versus Lavoro, come era nel passato anche lontano. Una storia antichissima, ma da secoli dimenticata e manipolata.
In passato dopo Marx la lotta di classe da questi rappresentata, in maniera non corretta a mia opinione, perché molto parziale, era tra i capitalisti dell'impresa e i lavoratori, dimenticando la categoria della rendita ritenuta dai classici la vera categoria produttiva, agli albori della nascita dell'economia nel 700.
Ecco oggi più che mai ci troviamo di fronte a questa realtà ormai evidente: la vera lotta è tra economia umana ossia reale e la finanza e rendita. È sempre stato così, ma si sono inventati e hanno alimentato il conflitto e la lotta tra le classi della economia reale, ossia del lavoro e impresa, per distogliere l'attenzione dal vero nemico dell'uomo la finanza ossia la rendita finanziaria. È sempre stato così. Anche nel Medioevo e nel Rinascimento e nelle epoche antiche, chi aveva il denaro e l'oro aveva il vero potere di dirigere per i suoi interessi gli Stati ed interi popoli e l'economia reale, ossia dirigere le politiche economiche nazionali ai fini della esclusiva crescita del patrimonio finanziario e conservazione dunque del potere politico.

L'analisi economica, ad esempio, della situazione contemporanea dei numeri e ricchezza dello Stato italiano dimostra che questo Stato si regge sui tributi dell'economia reale (impresa e lavoro), una economia stagnante e in perenne crisi da molti anni e che proprio nei cicli economici di depressione e crisi risulta essere, invece, di segno positivo solo per la rendita finanziaria, le banche e finanza in generale.

I numeri lo dimostrano esaminando semplicemente anche solo gli ultimi 20 anni, laddove ad ogni crisi economica profonda corrisponde il periodo più fiorente della rendita finanziaria.
Basta leggere un pò di storia dell'economia e delle teorie economiche e di finanza pubblica che già dal 700 affermavano che il fluttuare ciclico dell'economia e le crisi in particolare che colpiscono la produzione ed il lavoro sono sostanzialmente se non esclusivamente endogene al sistema capitalistico, in sintesi la crisi dell'economia reale è fisiologica e non patologica come si pensa normalmente, al capitalismo anzi è funzionale al capitalismo e alla sua prosperità ed è scritto sui libri, a voler leggere bene.

Il capitalismo è solo finanziario. L'impresa come il lavoro dipendente appartengono ad una categoria diversa ossia quella generale del Lavoro. Il lavoro è applicazione dell'energia mentale, spirituale e manuale umana nella trasformazione della materia e produzione e creazione.

Semplicemente il vero capitalismo è sempre e solo stato finanziario e il suo massimo guadagno e i profitti possono essere conseguiti solo con la crisi e a scapito dell'economia reale.
La crisi dell'economia reale è il mezzo per attuare il trasferimento del denaro dall'economia reale a quella finanziaria. La finanza per ottenere profitti necessita della crisi dell'economia reale, ai fini del trasferimento del denaro creato con il lavoro e l'impresa al capitale. Ricordiamo tra l'altro che la moneta per l'economia reale, lavoro e impresa, è un mezzo per fare consumi personali o d'impresa o investimenti, per l'economia finanziaria è un fine.
La prima cosa da fare, dunque, è impedire alle banche a supporto dell'economia reale di svolgere attività finanziaria; la seconda cosa importante da realizzare è la tassazione superiore di valore a carico della finanza e rendita e riduzione dei tributi alle classi produttive del lavoro e impresa che operano nell'economia reale, per cominciare.

Anima









Habeas Corpus Genomico: la sfida del diritto alla sopravvivenza dell’essere umana"

Sono tra coloro, non so quanti siamo in verità, carboneria 2.0, che afferma con convinzione che lo steso virus SarsCov2 sia un arma biologi...