lunedì 18 maggio 2026

La cittadinanza ... e la nazionalità

 

La cittadinanza non è essere italiani.  Per essere italiani occorre la NAZIONALITÀ, cioè la condivisione di cultura, lingua, tradizioni, valori. 

La cittadinanza è uno status giuridico che ti dà diritti politici (voto attivo e passivo)  doveri di fedeltà alla Repubblica ex art. 54 Cost. e servizio militare.

Per i diritti civili e sociali in Italia basta essere persone, esseri umani. Siamo uno Stato liberale, democratico e sociale.

La cittadinanza è uno status giuridico che decide di concedere lo Stato, ossia il Parlamento ossia la volontà sovrana della maggioranza politica dei cittadini italiani, come e quando desidera.

Quindi, chiaramente, la strage di Modena plasticamene dimostra che ocorre riflettere e procedere alla scrittura di una legge nuova per la cittadinanza e il soggiorno degli stranieri. 

No ius soli temperato.

No doppia cittadinanza per i naturalizzati che intendono partecipare alla vita politica del Paese.

Padronanza della lingua italiana livello C1, conoscenza della storia, cultura e Costituzione livello 8 ( buono)

Giuramento di fedeltà alla Repubblica ex art. 54 Cost.

Casellario giudiziario, anche minorile, pulitissimo e senza ombre.

Rinuncia alla cittadinanza dello Stato di origine: basta doppia o plurima cittadinanza per stranieri non autoctoni se vogliono la cittafinanza italiana. 


La cittadinanza è essenziale per la partecipazione politica alla Nazione (voto attivo e passivo al Parlamento e alle Amministrazioni territoriali) non serve per godere di benefici riconosciuti a tutti i lavoratori, in Italia. 

Quindi basta con queste ambiguità e finzioni e menzogne! 


Chi dichiara di odiare l'Italia, la nostra Repubblica e odia gli italiani sia direttamente rimpatriato, senza appello perché fa propaganda di odio, violenza e morte ed è dunque persona indesiderata e pericolosa, anche se minorenne. 

O sei fedele e ami l'Italia e la nostra cultura o te ne resti con la tua cittadinanza e il tuo Paese.

È arrivata l'ora di organizzare in tutta l'Italia i ' Comitati per l'Italia" 🇮🇹 in tutti gli 8000 Comuni italiani, che raccolga l'impegno di tutte le persone di buona volontà, perché qui è in gioco la nostra sopravvivenza. 

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Questo del Giappone, uno dei paesi più civili e avanzati al mondo, un esempio da prendere a modello. 

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In #Giappone la cittadinanza si ottiene principalmente per nascita (ius sanguinis) o tramite un rigoroso processo di naturalizzazione, regolato dalla Legge sulla Nazionalità (Kokuseki-hō). 


Il Paese applica una politica di tolleranza zero sulla doppia cittadinanza, imponendo la rinuncia alla nazionalità d'origine per diventare cittadini giapponesi. 


Ecco le condizioni specifiche per ciascuna modalità di acquisizione:


1. Cittadinanza per nascita (Ius Sanguinis) 

Il Giappone non riconosce lo ius soli (la nascita sul territorio non garantisce diritti automatici). Un bambino è cittadino giapponese alla nascita se: 


* Almeno uno dei genitori è cittadino giapponese al momento della nascita.

* Il padre è cittadino giapponese ed è deceduto prima della nascita del bambino.

* Il bambino nasce in Giappone e entrambi i genitori sono ignoti o apolidi. 


2. Condizioni per la Naturalizzazione (Kika)

Per gli stranieri senza legami di sangue, la naturalizzazione richiede l'approvazione finale del Ministero della Giustizia. 


Secondo le linee guida ufficiali fornite dai consulenti legali in Giappone per fare domanda occorre soddisfare sei (6) requisiti fondamentali: 


1. Residenza continuativa: vivere legalmente in Giappone per almeno 10 anni di residenza continuativa e consecutivi. Periodi prolungati trascorsi fuori dal Paese o frequenti cambi di lavoro a breve termine possono resettare o invalidare il conteggio. 


2. Capacità legale: avere compiuto almeno 20 anni (o l'età adulta prevista dal proprio Paese d'origine) e possedere la piena capacità di agire. 


3. Condotta irreprensibile: fedina penale pulita. Vengono valutati anche il corretto pagamento delle tasse, dei contributi pensionistici e l'assenza di gravi infrazioni stradali. 


4. Autosufficienza economica: dimostrare di poter mantenere sé stessi e la propria famiglia. È necessario un reddito stabile o un patrimonio sufficiente, generato autonomamente o dal coniuge. 


5. Perdita della nazionalità precedente: essere disposti a rinunciare alla propria cittadinanza originaria. Non è possibile mantenere il passaporto italiano o di un altro Stato. 


6. Rispetto della Costituzione: non aver mai fatto parte di organizzazioni che complottano per rovesciare il governo giapponese. 


3. Requisiti flessibili e matrimonio

Il matrimonio con un cittadino giapponese non conferisce automaticamente la cittadinanza. Tuttavia, riduce i tempi di residenza richiesti per la naturalizzazione: 


Integrazione e lingua

Oltre ai requisiti scritti nella legge, i candidati devono dimostrare una conoscenza della lingua giapponese parlata e scritta per superare il colloquio con i funzionari dell'Ufficio degli Affari Legali.

La fine del tempo

La questione più schifosa di queste ore e di questo momento storico è che la sinistra e il centro-sinistra italiani, dal PD e altri, cercano in ogni modo di mistificare e nascondere la realtà, avvalendosi della stampa, della magistratura e dei loro accoliti, pur di coprire le proprie responsabilità.


Sanno benissimo che la colpa di ciò che sta accadendo è LORO.


NOI dissidenti lo avevamo previsto da decenni. 


Sono stati LORO a volere e a portare avanti politiche selvagge di immigrazione incontrollata, facendo entrare nel Paese persone provenienti dai luoghi più remoti del mondo, portatrici di una cultura e di una religione violenta e che vengono respinte persino dagli Stati islamici più rigorosi, come l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, l'Oman e alri che appunto stanno facend la guerra all'Iran perché è uno Stato terrorista come Hamas e tutte le sue appendici dei Fratelli musulmani nel mod.. Lo stesso Egitto e in molti altri Paesi islamici hanno bandito sul loro territorio questa gente maata di mente, questi odiatori di ptofessione ed assassini.

Il problema fondamentale però ora è che nel nostro Paese esiste una parte di concittadini, schierata a sinistra, prevalentemene ma anche nel centro-destra e nelle zone olitiche dei cattolici che continua a sostenere menzogne anche a costo della vita delle persone. 


Di fronte a violenze, stupri e omicidi, negano la realtà e dispongono di un apparato non solo politico, ma soprattutto mediatico, che permette loro di mantenere questa narrazione falsa per continuare a lucrare e gestire posizioni di potere e tenere il popolo sotto il tallone di ferro.


Il popolo però si è rotto le palle. Basta. Non è più tollerabile che questa gente continui ad andare in tv e sui giornali a raccontare menzogne contro gli italiani: contro chi è in ospedale senza gambe, contro le donne stuprate, contro le ragazze adolescenti uccise da criminali violenti. 


Non è più accettabile. Per questo il primo problema da risolvere in Italia è eliminare questa feccia politica-mediatica venduta che ha portato il Paese alla rovina, creando uno stato di guerra interna in cui non si può più uscire di casa tranquilli, neppure di giorno, soprattutto se si è donne, ragazzi o ragazze. 


In tutte le città italiane si rischia la vita. Questi individui provengono spesso da Paesi in cui la violenza è norma quotidiana, dove stupri, assassini e sopraffazioni sono strumenti di gestione della società, in particolare contro i cristiani. 


Pakistan, India, Bangladesh, Nigeria e altri ancora: luoghi da cui spesso fuggono proprio perché criminali o mercenari convinti della propria superiorità e del diritto di sottomettere gli altri.


Ma il problema più grave non sono loro. Il problema più grave sono i nostri concittadini che ci hanno messo in questa condizione. La prima vera pulizia deve partire dai giornali e dalle televisioni. 


I partiti non servono più, i giornalisti sono per lo più venduti, i politici anche.


È arrivato il momento che il popolo si organizzi direttamente da se'. 


Alla prossima nave che arriva in porto, non si può più stare a guardare: bisogna andare lì e fermarli. Perché dietro a tutto questo ci sono organismi pagati da multinazionali e da poteri finanziari che portano qui queste persone per farci la guerra in casa nostra.


Sabrina Liberatoscioli

La guerra ai popoli europei

✍️ Lo capite che se non c'è condizionalita e reciprocità tra gli Stati nelle gestione dei propri cittadini e nella gestione delle fronti...