Il male è conseguenza di una scelta. Una scelta di libertà. Il fondamento naturale dell'uomo è la libertà, libertà di scelta e dunque di responsabilità.
Tutti, anche gli animali, comprendono il giusto e lo sbagliato. Anche i bambini sanno riconoscere ed hanno innato il senso di giustizia e la sensibilità per l'ingiustizia. Prova a dare una sanzione ingiusta ad un neonato. Sono questioni e valori innati. Poi ci sono ideologie e modelli culturali e/o religiosi che inquadrano il male e la violenza come "giuste" per legittimare la loro violenza e dunque la loro scelta di violenza e suprematismo.
Alla base della violenza e sopraffazione c'è sempre una idea di superiorità genetica/etnica o ideologica e dunque morale. Sempre. Pensa al comunismo, all'islamismo e anche l'ebraismo, ma anche le religioni antiche dai tempi di Hammurabi, nella Valle del Tigri ed Eufrate, o degli Egizi o quella che dispone le caste in Indi e altre religioni pagane dell'antica Grecia o Roma. Il cristianesimo è la prima filosofia/religione che denuncia il male e la violenza "chi è senza peccato scagli la prima pietra", "la trave nel tuo occhio ..". Ma stabilisce anche un limite "giusto" di "verità" oltre cui non è giustificato il male perché i bambini e i fragili si proteggono e non si toccano e gli ultimi, in verità,i puri di cuore, sono i primi.
Ecco perché non c'è mai giustificazione al male, semplicemente perché è una scelta di libertà. Non c'è mai giustificazione, se non nella libertà di scelta di un sincero e vero pentimento per ottenere misericordia e il perdono. Ma la misericordia e il perdono appartengono al divino, non alla nostra mondanità.
Ecco perché non ci può mai essere pentimento senza espiazione della giusta pena, perché la giustizia mai può essere evitata, se si vuole davvero il bene, e si è pentiti del male e violenza fatta e chi ha commesso un atto ingiusto deve pagare, se è persona di verità e, dunque, in giustizia.
Ecco perché perdonare e dare pene inferiori al giusto nei tribunali non è giustizia, ma è ingiustizia e perseguire ancora il male non riconoscendo giustizia a chi ha subito il male.
La rieducazione per essere vera giustizia deve passare per la giusta pena e mai uno sconto, perché è solo finzione di misericordia che appartiene non a questo mondo, ma al divino ed è perpetuazione del male ed ingiustizia per la vittima che ha subito il male.
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