venerdì 26 giugno 2026
LIBERTÀ
LA GUERRA ASIMMETRICA AI CIVILI E ALLO STATO: PERCHÉ IL TERRORISMO INTERNO E L'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA VANNO TRATTATI COME ATTO BELLICO
Il terrorismo e le aggressioni deliberate contro la popolazione inerme non sono semplici fenomeni di criminalità spicciola. Per loro stessa natura, questi atti presuppongono un sentimento ben più profondo e totalizzante: un odio radicale e universale. Non è un caso che le manifestazioni più frequenti di questo risentimento arrivino da frange della popolazione immigrata, incluse le seconde e terze generazioni, attraverso espressioni di aperto disprezzo verso il Paese ospitante e la sua comunità: " Italia di merda", "Italiani di merda"..
È un odio cieco, generalizzato e privo di distinzioni, che nasce da una profonda frustrazione sociale e si scarica su un intero popolo. In questa logica perversa, il bersaglio diventa collettivo: non si colpisce la singola persona per ciò che ha fatto, ma la si sacrifica in quanto simbolo e rappresentante del nemico da abbattere.
Siamo di fronte a una vera e propria strategia di guerriglia che prende di mira l'Italia e i suoi cittadini. Sotto il profilo della gravità, questa violenza sistematica contro i civili non si differenzia in alcun modo da un bombardamento aereo pianificato a tavolino; un'azione bellica talmente efferata da essere esplicitamente vietata dal diritto internazionale persino nei conflitti tra Stati.
È un errore di valutazione, oltre che una debolezza d'analisi, liquidare gli autori di questi attacchi come semplici "squilibrati" che agiscono d'impulso e senza motivo. Al contrario, questi soggetti sono animati da una lucida e feroce volontà di arrecare il massimo danno possibile alla Nazione.
Davanti a una minaccia di questa portata, la difesa della sicurezza nazionale non può più rientrare nei binari dell'ordine pubblico ordinario. È un compito che spetta all'esercito, il quale ha il dovere di trattare questi individui per ciò che sono realmente: nemici dello Stato, e non delinquenti comuni.
Davanti a una minaccia di questa portata, la difesa della sicurezza nazionale non può più rientrare nei binari dell'ordine pubblico ordinario. È un compito che spetta all'esercito, il quale ha il dovere di trattare questi individui per ciò che sono realmente: nemici dello Stato, e non delinquenti comuni.
La natura asimmetrica di questo conflitto – il fatto che la guerra sia mossa da singoli individui isolati anziché da potenze straniere – non ne muta la sostanza geopolitica e giuridica.
L'obiettivo ultimo resta invariato: colpire al cuore il Paese eliminando cittadini inermi per la sola colpa di essere italiani. In quest'ottica, la risposta delle istituzioni deve essere strutturale e intransigente.
Diventa non solo legittimo, ma necessario ipotizzare che questi immigrati clandestini manodopera mercenaria e coloro che agevolano la loro entrata (la supportano ideologicamente, economicamente e fattivamente, segnatamente ong straniere e italiane, legali e associazionismo di accoglienza e propaganda) attraverso il canale dell'immigrazione clandestina vengano deferiti ai tribunali militari e giudicati secondo i criteri della legge marziale.
Con un'aggravante che rende la loro posizione ancora più grave rispetto a quella dei soldati regolari: questi soggetti non obbediscono a ordini superiori, ma sono al tempo stesso gli esecutori e i mandanti della propria guerra ideologica.
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Il terrorismo è l'azione criminale, violenta e premeditata avente lo scopo di suscitare terrore nella popolazione. Rientrano nella definizione atti come attentati, omicidi, stragi, sequestri, sabotaggi, dirottamenti ed altri eventi che causino danno di collettività ad entità quali istituzioni statali, enti pubblici, governi, esponenti politici e pubblici, gruppi politici, etnici e religiosi.
«Gli atti criminali, inclusi quelli contro i civili, commessi con l'intento di causare la morte o lesioni personali gravi, o la presa di ostaggi, allo scopo di provocare uno stato di terrore nella popolazione in generale o in un gruppo di persone, intimidire una popolazione o costringere un governo o un'organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere qualsiasi atto».
Risoluzione n. 1566/2004 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
Il terrorismo o gli atti che prendono di mira il popolo inerme per loro stessa natura presuppongono un profondo odio verso tutti. Il bersaglio sono tutti come popolo e come Paese. Non come singole persone, ma in quanto appartenenti al nemico.
___Il terrorismo è la famosa guerra non convenzionale e asimmetrica di cui sentite parlare tutti i giorni nei tg e talk. Ecco questo è il terrorismo che abbiamo visto a Modena. E il fatto che sia stato nominato come difensore l'avvocato di Hannoun ne conferma inequivocabilmente l'impronta ideologica e la rete a cui fa riferimento il terrorista che ha falcito con l'auto intenzionalmente 8 persone in centro il sabato pomeriggio nella zona pedonale.
___La guerra non convenzionale (UW, Unconventional Warfare) è una strategia militare volta a sovvertire o indebolire uno Stato sovrano dall'interno, evitando lo scontro frontale. Sfrutta tattiche come la guerriglia, il sabotaggio, la sovversione politica, la disinformazione e gli attacchi cibernetici, facendo leva su forze locali o attori non statali.
Questa tipologia di conflitto presenta caratteristiche e modalità operative specifiche:
- coinvolgimento di attori non statali: spesso non combattono eserciti regolari, ma insorti, milizie locali, lupi solitari o forze per operazioni speciali sostenute da potenze esterne.
- guerra ibrida e asimmetrica: si colloca in una "zona grigia" tra guerra e pace, dove la superiorità tecnologica o numerica viene aggirata puntando sulle vulnerabilità strutturali, sociali ed economiche del nemico.
- Obiettivo psicologico e politico: il fine ultimo non è erodere il consenso popolare, paralizzare le infrastrutture critiche e costringere la leadership avversaria alla capitolazione.
lunedì 18 maggio 2026
La cittadinanza ... e la nazionalità
La cittadinanza non è essere italiani. Per essere italiani occorre la NAZIONALITÀ, cioè la condivisione di cultura, lingua, tradizioni, valori.
La cittadinanza è uno status giuridico che ti dà diritti politici (voto attivo e passivo) doveri di fedeltà alla Repubblica ex art. 54 Cost. e servizio militare.
Per i diritti civili e sociali in Italia basta essere persone, esseri umani. Siamo uno Stato liberale, democratico e sociale.
La cittadinanza è uno status giuridico che decide di concedere lo Stato, ossia il Parlamento ossia la volontà sovrana della maggioranza politica dei cittadini italiani, come e quando desidera.
Quindi, chiaramente, la strage di Modena plasticamene dimostra che ocorre riflettere e procedere alla scrittura di una legge nuova per la cittadinanza e il soggiorno degli stranieri.
No ius soli temperato.
No doppia cittadinanza per i naturalizzati che intendono partecipare alla vita politica del Paese.
Padronanza della lingua italiana livello C1, conoscenza della storia, cultura e Costituzione livello 8 ( buono)
Giuramento di fedeltà alla Repubblica ex art. 54 Cost.
Casellario giudiziario, anche minorile, pulitissimo e senza ombre.
Rinuncia alla cittadinanza dello Stato di origine: basta doppia o plurima cittadinanza per stranieri non autoctoni se vogliono la cittafinanza italiana.
La cittadinanza è essenziale per la partecipazione politica alla Nazione (voto attivo e passivo al Parlamento e alle Amministrazioni territoriali) non serve per godere di benefici riconosciuti a tutti i lavoratori, in Italia.
Quindi basta con queste ambiguità e finzioni e menzogne!
Chi dichiara di odiare l'Italia, la nostra Repubblica e odia gli italiani sia direttamente rimpatriato, senza appello perché fa propaganda di odio, violenza e morte ed è dunque persona indesiderata e pericolosa, anche se minorenne.
O sei fedele e ami l'Italia e la nostra cultura o te ne resti con la tua cittadinanza e il tuo Paese.
È arrivata l'ora di organizzare in tutta l'Italia i ' Comitati per l'Italia" 🇮🇹 in tutti gli 8000 Comuni italiani, che raccolga l'impegno di tutte le persone di buona volontà, perché qui è in gioco la nostra sopravvivenza.
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Questo del Giappone, uno dei paesi più civili e avanzati al mondo, un esempio da prendere a modello.
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In #Giappone la cittadinanza si ottiene principalmente per nascita (ius sanguinis) o tramite un rigoroso processo di naturalizzazione, regolato dalla Legge sulla Nazionalità (Kokuseki-hō).
Il Paese applica una politica di tolleranza zero sulla doppia cittadinanza, imponendo la rinuncia alla nazionalità d'origine per diventare cittadini giapponesi.
Ecco le condizioni specifiche per ciascuna modalità di acquisizione:
1. Cittadinanza per nascita (Ius Sanguinis)
Il Giappone non riconosce lo ius soli (la nascita sul territorio non garantisce diritti automatici). Un bambino è cittadino giapponese alla nascita se:
* Almeno uno dei genitori è cittadino giapponese al momento della nascita.
* Il padre è cittadino giapponese ed è deceduto prima della nascita del bambino.
* Il bambino nasce in Giappone e entrambi i genitori sono ignoti o apolidi.
2. Condizioni per la Naturalizzazione (Kika)
Per gli stranieri senza legami di sangue, la naturalizzazione richiede l'approvazione finale del Ministero della Giustizia.
Secondo le linee guida ufficiali fornite dai consulenti legali in Giappone per fare domanda occorre soddisfare sei (6) requisiti fondamentali:
1. Residenza continuativa: vivere legalmente in Giappone per almeno 10 anni di residenza continuativa e consecutivi. Periodi prolungati trascorsi fuori dal Paese o frequenti cambi di lavoro a breve termine possono resettare o invalidare il conteggio.
2. Capacità legale: avere compiuto almeno 20 anni (o l'età adulta prevista dal proprio Paese d'origine) e possedere la piena capacità di agire.
3. Condotta irreprensibile: fedina penale pulita. Vengono valutati anche il corretto pagamento delle tasse, dei contributi pensionistici e l'assenza di gravi infrazioni stradali.
4. Autosufficienza economica: dimostrare di poter mantenere sé stessi e la propria famiglia. È necessario un reddito stabile o un patrimonio sufficiente, generato autonomamente o dal coniuge.
5. Perdita della nazionalità precedente: essere disposti a rinunciare alla propria cittadinanza originaria. Non è possibile mantenere il passaporto italiano o di un altro Stato.
6. Rispetto della Costituzione: non aver mai fatto parte di organizzazioni che complottano per rovesciare il governo giapponese.
3. Requisiti flessibili e matrimonio
Il matrimonio con un cittadino giapponese non conferisce automaticamente la cittadinanza. Tuttavia, riduce i tempi di residenza richiesti per la naturalizzazione:
Integrazione e lingua
Oltre ai requisiti scritti nella legge, i candidati devono dimostrare una conoscenza della lingua giapponese parlata e scritta per superare il colloquio con i funzionari dell'Ufficio degli Affari Legali.
La fine del tempo
La questione più schifosa di queste ore e di questo momento storico è che la sinistra e il centro-sinistra italiani, dal PD e altri, cercano in ogni modo di mistificare e nascondere la realtà, avvalendosi della stampa, della magistratura e dei loro accoliti, pur di coprire le proprie responsabilità.
Sanno benissimo che la colpa di ciò che sta accadendo è LORO.
NOI dissidenti lo avevamo previsto da decenni.
Sono stati LORO a volere e a portare avanti politiche selvagge di immigrazione incontrollata, facendo entrare nel Paese persone provenienti dai luoghi più remoti del mondo, portatrici di una cultura e di una religione violenta e che vengono respinte persino dagli Stati islamici più rigorosi, come l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, l'Oman e alri che appunto stanno facend la guerra all'Iran perché è uno Stato terrorista come Hamas e tutte le sue appendici dei Fratelli musulmani nel mod.. Lo stesso Egitto e in molti altri Paesi islamici hanno bandito sul loro territorio questa gente maata di mente, questi odiatori di ptofessione ed assassini.
Il problema fondamentale però ora è che nel nostro Paese esiste una parte di concittadini, schierata a sinistra, prevalentemene ma anche nel centro-destra e nelle zone olitiche dei cattolici che continua a sostenere menzogne anche a costo della vita delle persone.
Di fronte a violenze, stupri e omicidi, negano la realtà e dispongono di un apparato non solo politico, ma soprattutto mediatico, che permette loro di mantenere questa narrazione falsa per continuare a lucrare e gestire posizioni di potere e tenere il popolo sotto il tallone di ferro.
Il popolo però si è rotto le palle. Basta. Non è più tollerabile che questa gente continui ad andare in tv e sui giornali a raccontare menzogne contro gli italiani: contro chi è in ospedale senza gambe, contro le donne stuprate, contro le ragazze adolescenti uccise da criminali violenti.
Non è più accettabile. Per questo il primo problema da risolvere in Italia è eliminare questa feccia politica-mediatica venduta che ha portato il Paese alla rovina, creando uno stato di guerra interna in cui non si può più uscire di casa tranquilli, neppure di giorno, soprattutto se si è donne, ragazzi o ragazze.
In tutte le città italiane si rischia la vita. Questi individui provengono spesso da Paesi in cui la violenza è norma quotidiana, dove stupri, assassini e sopraffazioni sono strumenti di gestione della società, in particolare contro i cristiani.
Pakistan, India, Bangladesh, Nigeria e altri ancora: luoghi da cui spesso fuggono proprio perché criminali o mercenari convinti della propria superiorità e del diritto di sottomettere gli altri.
Ma il problema più grave non sono loro. Il problema più grave sono i nostri concittadini che ci hanno messo in questa condizione. La prima vera pulizia deve partire dai giornali e dalle televisioni.
I partiti non servono più, i giornalisti sono per lo più venduti, i politici anche.
È arrivato il momento che il popolo si organizzi direttamente da se'.
Alla prossima nave che arriva in porto, non si può più stare a guardare: bisogna andare lì e fermarli. Perché dietro a tutto questo ci sono organismi pagati da multinazionali e da poteri finanziari che portano qui queste persone per farci la guerra in casa nostra.
Sabrina Liberatoscioli
domenica 12 aprile 2026
DIARIO DI BORDO
Il male è conseguenza di una scelta. Una scelta di libertà. Il fondamento naturale dell'uomo è la libertà, libertà di scelta e dunque di responsabilità.
Tutti, anche gli animali, comprendono il giusto e lo sbagliato. Anche i bambini sanno riconoscere ed hanno innato il senso di giustizia e la sensibilità per l'ingiustizia. Prova a dare una sanzione ingiusta ad un neonato. Sono questioni e valori innati. Poi ci sono ideologie e modelli culturali e/o religiosi che inquadrano il male e la violenza come "giuste" per legittimare la loro violenza e dunque la loro scelta di violenza e suprematismo.
Alla base della violenza e sopraffazione c'è sempre una idea di superiorità genetica/etnica o ideologica e dunque morale. Sempre. Pensa al comunismo, all'islamismo e anche l'ebraismo, ma anche le religioni antiche dai tempi di Hammurabi, nella Valle del Tigri ed Eufrate, o degli Egizi o quella che dispone le caste in Indi e altre religioni pagane dell'antica Grecia o Roma. Il cristianesimo è la prima filosofia/religione che denuncia il male e la violenza "chi è senza peccato scagli la prima pietra", "la trave nel tuo occhio ..". Ma stabilisce anche un limite "giusto" di "verità" oltre cui non è giustificato il male perché i bambini e i fragili si proteggono e non si toccano e gli ultimi, in verità,i puri di cuore, sono i primi.
Ecco perché non c'è mai giustificazione al male, semplicemente perché è una scelta di libertà. Non c'è mai giustificazione, se non nella libertà di scelta di un sincero e vero pentimento per ottenere misericordia e il perdono. Ma la misericordia e il perdono appartengono al divino, non alla nostra mondanità.
Ecco perché non ci può mai essere pentimento senza espiazione della giusta pena, perché la giustizia mai può essere evitata, se si vuole davvero il bene, e si è pentiti del male e violenza fatta e chi ha commesso un atto ingiusto deve pagare, se è persona di verità e, dunque, in giustizia.
Ecco perché perdonare e dare pene inferiori al giusto nei tribunali non è giustizia, ma è ingiustizia e perseguire ancora il male non riconoscendo giustizia a chi ha subito il male.
La rieducazione per essere vera giustizia deve passare per la giusta pena e mai uno sconto, perché è solo finzione di misericordia che appartiene non a questo mondo, ma al divino ed è perpetuazione del male ed ingiustizia per la vittima che ha subito il male.
mercoledì 7 gennaio 2026
Habeas Corpus Genomico: la sfida del diritto alla sopravvivenza dell’essere umana"
Sono tra coloro, non so quanti siamo in verità, carboneria 2.0, che afferma con convinzione che lo steso virus SarsCov2 sia un arma biologica. E ancora oggi molti mi considerano una folle complottista senza contare il disprezzo dei complottisti che affermano cheil virus non c'è stato .. .
Pazienza. La verità è una medicina amara e questa sarà amarissima. Il serio genico è stato prodotto con la replicazione di un Rna sintetico di un virus sintetico, ergo non poteva che essere dannoso, considerato che i prodotti di replicazione genomica da laboratorio non sono riconosciuti dal nostro organismo (persate ai vegetali e animali ogm) e a differenza di quelli naturali esistenti in natura che se in quantità eccedenti vengono espulsi (pensate alle vitamine e proteine naturali) questo non avviene per i prodotti geneticamente modificati, ciò comporta un accumulo nel nostro organismo che non si sa dove si vada a depositare quali effetti possa avere.
Fino a decenni fa questa cosa aveva portato i nostri politici europei a codificare il principio precauzionale, qualcosa davvero europeo, ossia attendere almeno 20 nni per verificare gli effetti dei prodotti ogm, sul nostro organismo, vietandoli.
Poi il lavoro delle lobbying farmaceutiche e dell'alimentazione, nel PE "ha convinto" i nostri politici europei ad abbandonare il principio precauzionale.
Siamo in piena sperimentazione, da prima del 2020 e noi siamo le cavie, anche chi non si è vaccinato, ad esempio, con la terapia genia, per effetto dello 'shedding'.
Pochi conoscono lo shedding eppure vi sono articoli a camionate su tale fronte della ricerca.
Siamo nell'ambito dell'hackeraggio selvaggio del mercato del nostro DNA umano, dopo aver saccheggiato quello animale e vegetale.
Siamo oltre la vostra immaginazione.
Purtroppo ciò che temevo gia dal 1990, quando mi ero approcciata come studiosa a tutto il tema del biotech, sta avvenendo.
Due cose da molto propongo come giurista, ma a quanto pare la sensibilità alla salvezza del genere umano non è a molti percettibile: la tutela giuridica della identità genomica, ossia il nostro personale DNA e la tutela giuridica della propria identità esteriore/immagine quali diritti umani personalissimi, indisponibili e incondizionabili, l'uno in relazione alla nostra essenza unica biologica e l'altra alla nostra immagine rispetto al mondo digitale ed in articolare alla AI che vi rammento è in mano a pochissimi soggetti privati, come quello biotech.
Occorre fare una scelta ossia tornare al sistema di pensiero giuridico di diritto romano perché quello anglosassone e socialista, due facce della stessa medaglia del pensiero materialista purtroppo hanno come riferimento paradigmatico lo scambio economico e non l'uomo in se' quale essere libero e non suscettibile di alcuna transazione, ma essere in se' come concetto pre-giuridico.
È una differenza concettuale che cambia tutta la prospettiva umana, soprattutto in relazione agli sviluppi biotech e tecnonologici.
I temi qui toccati sono di profonda complessità e intrecciano bioetica, diritto sovranazionale e filosofia giuridica.
La riflessione e prospettiva solleva questioni che, al di là delle posizioni sul virus SARS-CoV-2, interpellano direttamente il futuro dell'autodeterminazione umana nell'era biotecnologica.
Riepilogando in maniera razionale questi sono i punti nodali dell'analisi e le prospettive giuridiche auspicate:
1. Il Principio di Precauzione e la Deriva Bioetica
Il Principio di Precauzione, cardine del diritto ambientale e sanitario europeo (sancito dall'Art. 191 del Trattato sul Funzionamento dell'UE), ha subito negli ultimi anni una forte pressione. La velocità dell'innovazione biotecnologica spesso collide con i tempi necessari per studi di farmacovigilanza a lungo termine. La sfida giuridica attuale è impedire che l'emergenza diventi lo stato d'eccezione permanente in cui la precauzione viene sospesa in nome della rapidità industriale.
2. La Tutela dell'Identità Genomica come Diritto Inalienabile
La proposta di una tutela giuridica dell'identità genomica è un tema di frontiera.
Con l'avanzamento delle tecnologie di editing genomico (come CRISPR) e la raccolta massiva di dati biometrici, il DNA non è più solo codice biologico, ma un bene economico appetibile.
Identità Biologica
È necessario che il patrimonio genetico individuale venga riconosciuto come diritto della personalità "indisponibile".
Hackeraggio del DNA
Il rischio di una "privatizzazione" del genoma umano attraverso brevetti e tecnologie a mRNA sintetico richiede una risposta normativa che superi il concetto di mero consenso informato, spesso ridotto a mera formalità burocratica.
3. Diritti personalissimi vs. modello anglosassone
La distinzione tracciata da me già nel 1990 tra il diritto romano (centrato sulla persona come valore ontologico) e il modello giuridico anglosassone/materialista (centrato sul contratto e sullo scambio) è il cuore del problema.
Nel modello materialista, l'uomo rischia di diventare un "asset" o un set di dati.
Nel modello di diritto naturale e romano, l'essere umano è un soggetto pre-giuridico che lo Stato non crea, ma deve limitarsi a riconoscere e proteggere.
4. IA e biotecnologie: il controllo dei pochi
La convergenza tra AI e Biotech in mano a pochi colossi privati (Big Tech e Big Pharma) pone un problema di sovranità individuale.
Se l'identità esteriore (immagine digitale) e quella interiore (DNA) possono essere manipolate o replicate da algoritmi privati, la libertà dell'individuo decade.
Azioni giuridiche auspicabili
Per tradurre queste preoccupazioni in tutele concrete, il dibattito giuridico dovrebbe focalizzarsi su:
a. Habeas Corpus Digitale e Biologico: estendere il concetto di inviolabilità del corpo fisico alla sua proiezione digitale e genetica.
b. Trasparenza sullo "shedding" e terapie geniche: richiedere protocolli di ricerca indipendenti (non finanziati dai produttori) per valutare gli effetti di lungo periodo e l'interazione tra organismi.
c. Costituzionalizzazione del genoma: introdurre nelle Carte costituzionali il divieto esplicito di alterazione del genoma umano per scopi non terapeutici o senza un consenso che sia realmente libero da condizionamenti sociali o economici.
La riflessione, dunque, richiama la necessità di un nuovo Umanesimo giuridico che rimetta al centro la sacralità della vita biologica e l'unicità della persona, e la libertà umana difendendola dalla frammentazione operata dal mercato del biotech.
sabato 6 luglio 2024
Il tempo non esiste, siamo tutti parte di un tutto.
"Ognuno è figlio del proprio tempo." Una dichiarazione, a mia opinione, molto pericolosa perché autoassolutoria come generazione, in particolare delle proprie responsabilità.
Nulla è netto. Non penso sia proprio così. La vita non è solo bianco o nero, come nelle foto ci sono tante variazioni di grigio. La famiglia è molto importante. Solo ciò che ti si imprime nei primi tre anni di vita e poi fino a 10 anni resta. E ti resta per sempre. Il lavoro più importante è quello. Se viene sbagliato, la persona, purtroppo, vagherà errante e disperata per tutta la vita alla ricerca di sé stesso e spesso sarà portata nella sua incapacità di capirsi e leggersi interiormente, perché nessuno glielo ha insegnato come si fa, a fare del male oltre che a se stesso soprattutto agli altri.
Magari viene sommerso dalla pre adolescenza, all'adolescenza alla gioventù, da falsi miti e sovrastrutture mediatiche ed ideologiche mondane e materiali. Ms arriverà come un orologio dvizzero, la crisi, solitamente dopo i 35 anni quando inizia il declinare verso l'età adulta (ovviamente qui non si considerano i tanti peter pan allevati dal sistema economico sociale contemporaneo occidentale e funzionali all'efficienza del mercato), ma come un otologio svizzero questo momento arriva ed allora sono non semplici crisi individuali, ma una vera crisi sociale: la disillusione e la depressione, spesso. Molti non reggono e si ributtano sulle certezze mondane e materiali e le abitudini stabilite dal mercato, per continuare almeno ad essere parte del meccanismo. E silenziate e colmare il vuoto dentro loro che li annienterebbe. L'orgoglio e l'arroganza le brutte bestie che li tengono sotto chiave e che hanno silenziato la loro anima. I piu fortunati hanno ricevuto uno shock esistenziale che li ha svegliati, ha svegliato e tratto dalle profondità inaccessibili la loro anima. Ma se non ti viene insegnato da bambino a trattare con la tua anima, non sempre la percepisci.
E non tutti si ascoltano quando hanno appunto schock esistenziali e grandi dolori, dunque. Spesso magari si buttano su pratiche aliene pensando di svolgere un percorso spirituale che invece rientra semplicemente in una pratica mondana creata appositamente perché idonea solo a farti restare nel sistema, soprattutto quando volge a garantirti una vita mondana e materiale serena e di successo.
Quale è la lezione essenziale da insegnare a un bambino? L'amore ovviamente, in tutte le sue manifestazioni. Dunque l'avere pratica con i sentimenti e le proprie emozioni e saper riconoscere le proprie dinamiche interiori e costruire e crescere una propria spiritualità, riflessione interiore e capacità di relazionarsi agli altri con la consapevolezza che ogni comportamento, ogni gesto o mimica anche minima, ogni parola e suono che esce fuori da noi è fondamentale perché espressione della nostra vera identità e capacità di essere.
La guerra ai popoli europei
✍️ Lo capite che se non c'è condizionalita e reciprocità tra gli Stati nelle gestione dei propri cittadini e nella gestione delle fronti...
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Il " ressentiment ", il risentimento e la razionalizzazione ideologica della violenza e l'illusione della frammentazione conte...
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La questione più schifosa di queste ore e di questo momento storico è che la sinistra e il centro-sinistra italiani, dal PD e altri, cercano...
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