domenica 19 luglio 2026

Libertà

Il cristianesimo non è la Bibbia, ma il Vangelo. Ossia il superamento del Dio della Bibbia. E l'Europa e l'Occidente è cristiano. Se ne devono fare una ragione. 

Noi siamo la civiltà della libertà, loro della sottomissione. 

Non siamo sottomessi a nessuno in quanto esseri umani ossia liberi intrinsicamente per diritto naturale e uguali in dignità. 

Non siamo sottomessi neanche Dio.
Questo è il cristianesimo: libertà.

Loro pretendono la sottomissione come una qualsiasi ideologia comunista. 

Pensino a tenersi questa roba da barbari a casa loro. Perché sono solo barbari.

sabato 27 giugno 2026

LA GENESI DEL SANGUE

Il "ressentiment", il risentimento e la razionalizzazione ideologica della violenza e l'illusione della frammentazione contemporanea

Il dibattito pubblico tende a parcellizzare gli episodi di violenza estrema, descrivendoli come anomalie isolate. Da un lato, assistiamo a stragi di matrice religiosa o ideologica e di genere, come il massacro del Politecnico di Montréal o più recenti attacchi guidati da manifesti programmatici online; dall'altro, osserviamo dinamiche di esultanza collettiva digitale come l'assassinio di Charlie Kirk, o le reazioni polarizzate all'omicidio del CEO UnitedHealthcare da parte di Luigi Mangione. Spazi virtuali come la pagina Facebook “Guillotines for a Better America” mostrano utenti che discutono l'eliminazione sistematica di intere categorie sociali con agghiacciante metodicità.

Sebbene la scala di questi eventi vari — oscillando tra il terrorismo effettivo e la catarsi digitale — essi condividono la medesima premessa ontologica: 
la convinzione che il collasso violento e l'eliminazione fisica dell'altro siano l'unico canale legittimo per l'edificazione di un ordine superiore.

Il limite delle analisi tradizionali e l'errore della "radicalizzazione"
Di fronte a queste derive, la sociologia e la cronaca cercano cause scatenanti esterne. A seconda della lente politica utilizzata, l'accento viene posto sul fenomeno degli incel, sulle dottrine marxiste o sull'estremismo nazionalista. Ognuna di queste letture coglie un frammento di verità, ma tutte condividono un errore metodologico: presuppongono che l'ideologia preceda l'impulso distruttivo.
Il modello interpretativo dominante descrive la radicalizzazione come un'infezione esogena. Si assume che l'individuo sia un soggetto originariamente sano, all'interno del quale una dottrina tossica si inocula, si sviluppa e ne guida le azioni verso l'aberrazione.

L'inversione causale: il ressentiment nietzschiano
Esiste tuttavia una spiegazione opposta: non sono le idee pericolose a corrompere l'individuo, ma sono i soggetti già intimamente compromessi a ricercare attivamente le ideologie che possano giustificare la loro pulsione distruttiva. Questo fenomeno trova la sua codificazione nel concetto di ressentiment (risentimento) formulato da Friedrich Nietzsche ne La genealogia della morale. Il ressentiment è il lento veleno psicologico di chi ha rinunciato alla propria autonomia e alla speranza di un'auto-realizzazione. L'individuo, incapace di agire positivamente sul proprio destino, si autodefinisce come vittima perpetua di forze esterne e sviluppa un odio viscerale verso il mondo. Questo sentimento costruisce interi sistemi morali progettati per far sembrare che un rancore personale sia giustizia universale. L'ideologia non è la causa del male, ma il suo paravento morale.

Il parallelismo storico: la disintegrazione della ex Jugoslavia
La storia dimostra che questo meccanismo psicologico individuale, quando trova condizioni sistemiche favorevoli, può infettare intere comunità stravolgendo i legami sociali più intimi. Il collasso della Repubblica Federale di Jugoslavia nei primi anni '90 ne è il caso di studio più drammatico. La balcanizzazione del quotidiano: prima del 1991, i cittadini di Sarajevo, Vukovar o Srebrenica coesistevano in matrimoni misti e rapporti di buon vicinato. Il crollo delle istituzioni statali hanno risvegliato e legittimato i risentimenti latenti.
La moralizzazione dell'atrocità: vicini di casa che avevano condiviso decenni di vita quotidiana si trasformarono improvvisamente in carnefici, deportando e uccidendo i propri conoscenti con la scusa che fossero "serbi", "croati" o "bosniaci musulmani". L'ideologia nazionalista non creò la brutalità dal nulla, ma offrì la giustificazione morale a individui che covavano frustrazioni e rancori personali, trasformando l'omicidio del vicino in un presunto atto di difesa patriottica.
La propaganda come sdoganamento
La retorica mediatica dell'epoca non fece altro che convertire il ressentiment individuale in un'arma collettiva, convincendo le persone che l'unico modo per non essere vittime fosse diventare oppressori. 

La costante storica, dalla Rivoluzione Francese ai Totalitarismi
Questo schema non è un'esclusiva dei Balcani, ma una costante dei grandi collassi morali della storia.
Il Terrore Giacobino (1793-1794) e la legittima aspirazione alla libertà della Rivoluzione Francese venne cannibalizzata dal ressentiment di figure come Robespierre e Saint-Just. La ghigliottina divenne uno strumento burocratico per epurare non solo i controrivoluzionari, ma chiunque non dimostrasse una "virtù" assoluta, trasformando il sospetto e la vendetta personale in legge dello Stato.
La banalità del male totalitario, come evidenziato da Hannah Arendt nei suoi studi sul nazismo, l'adesione alle ideologie distruttive del Novecento, fu spesso alimentata dall'opportunismo e dal risentimento di una classe media frustrata e atomizzata, che trovò nel partito e nella disumanizzazione del "nemico oggettivo" (gli ebrei, i borghesi, i dissidenti) il pretesto per esercitare un potere violento.

L'inversione causale e la ricerca attiva del pretesto ideologico.

Esiste una spiegazione opposta e più profonda.

Non sono le idee pericolose a corrompere l'individuo, ma sono gli individui già intimamente compromessi a ricercare attivamente le ideologie che possano giustificare la loro pulsione distruttiva. 

Questo fenomeno trova la sua perfetta codificazione nel concetto di ressentiment (risentimento) formulato da Friedrich Nietzsche. 

Il ressentiment è il lento veleno psicologico che logora chi ha rinunciato alla propria autonomia e alla speranza di un'auto-realizzazione. 

L'individuo, incapace di agire positivamente sul proprio destino, si autodefinisce come vittima perpetua di forze esterne e sviluppa un odio viscerale verso il mondo.

Questo sentimento non è passivo, bensì fortemente creativo. Esso si dota di strutture logiche complesse, edificando interi sistemi morali e dottrinari volti a un unico fine: trasmutare il rancore personale in una parvenza di giustizia universale. 

L'ideologia o la religione, in questo contesto, non sono la causa del male, ma il suo paravento morale. La prova di questa inversione causale risiede nella scomposizione dell'energia espressa da tali soggetti. 

L'enfasi e il fervore intellettuale sono interamente concentrati sulla fase distruttiva, sull'atto del punire e del disfare. Di contro, la visione della società futura — il presunto "mondo migliore" in nome del quale si compie il sacrificio di sangue — rimane sempre uno schizzo sfuocato, utopico e privi di dettagli strutturali. Ciò dimostra che l'obiettivo reale non è la costruzione, ma la distruzione. Il ressentiment non aggiunge valore alla realtà; si limita a sottrarre.

La vera sfida che le società contemporanee e le menti lucide devono affrontare non è dunque la confutazione di una singola fazione politica o di una specifica dottrina estremista. La battaglia culturale e psicologica si gioca contro lo spirito sotterraneo che le alimenta tutte: un impulso nichilista che usa la morale come arma per legittimare la propria brama di violenza.

Nota: il m5s (solo chi davvero lo ha frequentato per anni e lo conosce profondamente nei suoi meccanismi) è una vera e propria scuola di ressentiment e di odio, come il movimento propal e tutti quelle associazioni che usano la violenza come mezzo e/o obiettivo di affermazione sull'ordine sociale e politico di una comunità.

Sabrina Liberatoscioli

venerdì 26 giugno 2026

LIBERTÀ

Mi pare inutile, ormai, ripeterlo. I comunisti anche in Italia, soprattutto quelli della nuova leva tra woke e propal, hanno un problema di dissociazione cognitiva loro inserito attraverso tecniche di manipolazione mediatica, e diretta, nei partiti, come fatto nel m5s attraverso la Pnl. 

Il comunismo nasce da una elaborazione intellettuale che non osserva la realtà (1), (occorre andare alle radici della teoria del liberismo economico per comprendere il marxismo nato in opposizione a quest'ultima), ma progetta come sovvertire un ordine sociale umano inserendo un astratto potere della classe operaia, che sarà ovviamente guidato sempre da quella élite intellettuale "che capisce le cose". Cosa ha di diverso dal fascismo? Nulla. È sempre la solita piramide con il vertice dei migliori che comanda. Per il bene del popolo, ovviamente. Marx d'altra parte era il figlio della ricca borghesia tedesca, e pure ebrea, quindi è già tutto detto. 

Ne esci, a volte, da questa dissociazione mentale, se hai un trauma oppure devi essere predisposto dall'infanzia alla libertà al di sopra di tutto, non come categoria intellettuale, ossia sei rimasto "naturale" e sempre disarticolato dal sistema: io sono nata in campagna, letteralmente, non in ospedale e fino ai 7 anni facevo una vita che molti definirebbero da "selvaggia", scalando calanchi, andando per campagne a chilometri da casa con mio fratellino e un amichetto vicino di casa della mia età. 

La tv iniziava di sera, in bianco e nero, sceneggiati, e c'era il Carosello. Facevamo manualmente archi con frecce, eravamo fissati con gli indiani d'America, dai fumetti, Tex e Zagor, e qualche film americano in bianco e nero, e raccoglievamo l'argilla dai calanchi per farci pupazzi e ciotole. Non usavamo il Das se non all'asilo e scuola, di campagna, ovviamente, con classi miste per età e genere, e quella che oggi chiamano disabilità, tutti insieme. Altro che inclusione di cui parlano oggi, noi la facevamo vivendola. Dopo i 7 anni la tua identita è ben che fatta. È un dato acquisito in psicologia evolutiva, anzi dicono alcuni saputi che la personalità si forma nei primi 3 anni di vita .. . Vedete voi. E così dovunque andassi nei miei 59 anni mi sono sentita sempre pesce fuor d'acqua. In qualsiasi contesto di gruppi sociali, in qualsiasi tribù. E loro lo percepivano, tutti.  

E vedi le cose  e le persone con nitidezza. Che preferisci fare una vita la più possibile solitaria ... A volte ho pensato di essere pure aliena ..

Il comunismo, il marxismo non è una ideologia, ma un piano di manipolazione mentale per soggiogare i popoli. Ne sono stata affascinata in giovinezza, ma se sei intrensicamente libera intercetti subito le manipolazioni mentali travestite da ideologia o religione. 

Una persona libera che attraversa la vita alla ricerca della essenza umana e riflette quotidianamente con la sua anima ha un radar incorporato e vede qualsiasi ideologia o religione che mira a distruggere la libertà innata e dignità intrinseca della persona. 

Se non c'è scelta, se non è prevista la libertà è solo manipolazione per il potere. 
È facile, anche oggi che nascono nuove ideologie. Sono tutte uguali, mirano tutte a sopprime la innata libertà umana (per un bene superiore o bene comune, dicono) e la intrinseca dignità dell'essere umano in quanto tale, e da qui tutte le ideologie di morte altro non sono che manipolazione mentale per soggiogare l'essere umano. 

Come li riconosci? Usano e legittimano la violenza, e l'assassinio quale mezzo di affermazione "politica" e/o religiosa, non ritengono la vita umana sacra, ma subordinata alla ideologia, ossia in estrema sintesi al potere dei "migliori" ovviamente di quei pochi .. 

Ecco perché per costoro le parole popolo e sovranità del popolo sono una bestemmia. 

Ecco perché abbracciano e sostengono l'eutanasia, il gender fluid e il transeessualesimo, l'utero in affitto e altre idee che riducono a merce e scart  l'essere umano, perché è il mezzo più efficace per perseguire l'eugenetica ossia la selezione razziale ..

Ovviamente qualsiasi idea di liberta che disarticola questa manipolazione è considerata nemica mortale, come il cristianesimo, e non parlo della Chiesa, che è invece ben inserita nel sistema di potere piramidale, ma della potente parola di liberta che professava Gesù. Per quale ragione pensate vengono perseguitati i cristiani nel mondo mentre le istituzioni cristiane, cattoliche e protestanti, banchettano con i promotori delle stragi e addiritura le negano o peggio le sminuisno ed obliterano? Vedi incontro interreligioso di ieri presieduto da Zuppi .. Come è possibile anche solo parlare con persone che adorano un libro in cui si promuove la morte per taglio di gola degli infedeli? Quella non è la diplomazia di San Francesco, lo capite tutti .. oppure tocca spiegarvi che è solo ipocrisia cpme quella dell'Onu che nomina a Febbraio a presiedere un comitato dei diritti umani un rappresentante del regime iraniano degli ayatollah e finanziatore del terrorismo islamico? 

La parola di libertà è pericolosa e occorre sopprimerla soprattutto quando si diffonde tra i popoli i piu umili e poveri del mondo. E non ha bisogno di manipolazioni perché arriva semplicemente leggendo un libretto piccolo di poche pagine chiamato Vangelo che racvonta solo e semplicemente la vita di un Uomo e le sue parole. 

(1) Come faceva invece  Adam Smith, una persona realmente libera, che restando professore di Etica e morale a Glasgow, rifiutando le cattedre a Oxford di Economia, non si fece soggiogare dal potere e sistema, e  segnalava ripetutamente che anche l'economia doveva sottostare come tutto l'umano essere al principio e valore primario umano e innato della Giustizia.

* SL*


LA GUERRA ASIMMETRICA AI CIVILI E ALLO STATO: PERCHÉ IL TERRORISMO INTERNO E L'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA VANNO TRATTATI COME ATTO BELLICO

Il terrorismo e le aggressioni deliberate contro la popolazione inerme non sono semplici fenomeni di criminalità spicciola. Per loro stessa natura, questi atti presuppongono un sentimento ben più profondo e totalizzante: un odio radicale e universale. Non è un caso che le manifestazioni più frequenti di questo risentimento arrivino da frange della popolazione immigrata, incluse le seconde e terze generazioni, attraverso espressioni di aperto disprezzo verso il Paese ospitante e la sua comunità: " Italia di merda", "Italiani di merda".. 

È un odio cieco, generalizzato e privo di distinzioni, che nasce da una profonda frustrazione sociale e si scarica su un intero popolo. In questa logica perversa, il bersaglio diventa collettivo: non si colpisce la singola persona per ciò che ha fatto, ma la si sacrifica in quanto simbolo e rappresentante del nemico da abbattere.

Siamo di fronte a una vera e propria strategia di guerriglia che prende di mira l'Italia e i suoi cittadini. Sotto il profilo della gravità, questa violenza sistematica contro i civili non si differenzia in alcun modo da un bombardamento aereo pianificato a tavolino; un'azione bellica talmente efferata da essere esplicitamente vietata dal diritto internazionale persino nei conflitti tra Stati. 

È un errore di valutazione, oltre che una debolezza d'analisi, liquidare gli autori di questi attacchi come semplici "squilibrati" che agiscono d'impulso e senza motivo. Al contrario, questi soggetti sono animati da una lucida e feroce volontà di arrecare il massimo danno possibile alla Nazione.

Davanti a una minaccia di questa portata, la difesa della sicurezza nazionale non può più rientrare nei binari dell'ordine pubblico ordinario. È un compito che spetta all'esercito, il quale ha il dovere di trattare questi individui per ciò che sono realmente: nemici dello Stato, e non delinquenti comuni.

Davanti a una minaccia di questa portata, la difesa della sicurezza nazionale non può più rientrare nei binari dell'ordine pubblico ordinario. È un compito che spetta all'esercito, il quale ha il dovere di trattare questi individui per ciò che sono realmente: nemici dello Stato, e non delinquenti comuni.

La natura asimmetrica di questo conflitto – il fatto che la guerra sia mossa da singoli individui isolati anziché da potenze straniere – non ne muta la sostanza geopolitica e giuridica. 

L'obiettivo ultimo resta invariato: colpire al cuore il Paese eliminando cittadini inermi per la sola colpa di essere italiani. In quest'ottica, la risposta delle istituzioni deve essere strutturale e intransigente. 

Diventa non solo legittimo, ma necessario ipotizzare che questi immigrati clandestini manodopera mercenaria e coloro che agevolano la loro entrata (la supportano ideologicamente, economicamente e fattivamente, segnatamente ong straniere e italiane, legali e associazionismo di accoglienza e propaganda) attraverso il canale dell'immigrazione clandestina vengano deferiti ai tribunali militari e giudicati secondo i criteri della legge marziale. 

Con un'aggravante che rende la loro posizione ancora più grave rispetto a quella dei soldati regolari: questi soggetti non obbediscono a ordini superiori, ma sono al tempo stesso gli esecutori e i mandanti della propria guerra ideologica.

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Il terrorismo è l'azione criminale, violenta e premeditata avente lo scopo di suscitare terrore nella popolazione. Rientrano nella definizione atti come attentati, omicidi, stragi, sequestri, sabotaggi, dirottamenti ed altri eventi che causino danno di collettività ad entità quali istituzioni statali, enti pubblici, governi, esponenti politici e pubblici, gruppi politici, etnici e religiosi.

«Gli atti criminali, inclusi quelli contro i civili, commessi con l'intento di causare la morte o lesioni personali gravi, o la presa di ostaggi, allo scopo di provocare uno stato di terrore nella popolazione in generale o in un gruppo di persone, intimidire una popolazione o costringere un governo o un'organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere qualsiasi atto». 

Risoluzione n. 1566/2004 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 

Il terrorismo o gli atti che prendono di mira il popolo inerme per loro stessa natura presuppongono un profondo odio verso tutti. Il bersaglio sono tutti come popolo e come Paese. Non come singole persone, ma in quanto appartenenti al nemico. 

___Il terrorismo è la famosa guerra non convenzionale e asimmetrica di cui sentite parlare tutti i giorni nei tg e talk. Ecco questo è il terrorismo che abbiamo visto a Modena. E il fatto che sia stato nominato come difensore l'avvocato di Hannoun ne conferma inequivocabilmente l'impronta ideologica e la rete a cui fa riferimento il terrorista che ha falcito con l'auto intenzionalmente 8 persone in centro il sabato pomeriggio nella zona pedonale. 

___La guerra non convenzionale (UW, Unconventional Warfare) è una strategia militare volta a sovvertire o indebolire uno Stato sovrano dall'interno, evitando lo scontro frontale. Sfrutta tattiche come la guerriglia, il sabotaggio, la sovversione politica, la disinformazione e gli attacchi cibernetici, facendo leva su forze locali o attori non statali.

Questa tipologia di conflitto presenta caratteristiche e modalità operative specifiche:

- coinvolgimento di attori non statali: spesso non combattono eserciti regolari, ma insorti, milizie locali, lupi solitari o forze per operazioni speciali sostenute da potenze esterne.

- guerra ibrida e asimmetrica: si colloca in una "zona grigia" tra guerra e pace, dove la superiorità tecnologica o numerica viene aggirata puntando sulle vulnerabilità strutturali, sociali ed economiche del nemico. 

- Obiettivo psicologico e politico: il fine ultimo non è erodere il consenso popolare, paralizzare le infrastrutture critiche e costringere la leadership avversaria alla capitolazione.

lunedì 18 maggio 2026

La cittadinanza ... e la nazionalità

 

La cittadinanza non è essere italiani.  Per essere italiani occorre la NAZIONALITÀ, cioè la condivisione di cultura, lingua, tradizioni, valori. 

La cittadinanza è uno status giuridico che ti dà diritti politici (voto attivo e passivo)  doveri di fedeltà alla Repubblica ex art. 54 Cost. e servizio militare.

Per i diritti civili e sociali in Italia basta essere persone, esseri umani. Siamo uno Stato liberale, democratico e sociale.

La cittadinanza è uno status giuridico che decide di concedere lo Stato, ossia il Parlamento ossia la volontà sovrana della maggioranza politica dei cittadini italiani, come e quando desidera.

Quindi, chiaramente, la strage di Modena plasticamene dimostra che ocorre riflettere e procedere alla scrittura di una legge nuova per la cittadinanza e il soggiorno degli stranieri. 

No ius soli temperato.

No doppia cittadinanza per i naturalizzati che intendono partecipare alla vita politica del Paese.

Padronanza della lingua italiana livello C1, conoscenza della storia, cultura e Costituzione livello 8 ( buono)

Giuramento di fedeltà alla Repubblica ex art. 54 Cost.

Casellario giudiziario, anche minorile, pulitissimo e senza ombre.

Rinuncia alla cittadinanza dello Stato di origine: basta doppia o plurima cittadinanza per stranieri non autoctoni se vogliono la cittafinanza italiana. 


La cittadinanza è essenziale per la partecipazione politica alla Nazione (voto attivo e passivo al Parlamento e alle Amministrazioni territoriali) non serve per godere di benefici riconosciuti a tutti i lavoratori, in Italia. 

Quindi basta con queste ambiguità e finzioni e menzogne! 


Chi dichiara di odiare l'Italia, la nostra Repubblica e odia gli italiani sia direttamente rimpatriato, senza appello perché fa propaganda di odio, violenza e morte ed è dunque persona indesiderata e pericolosa, anche se minorenne. 

O sei fedele e ami l'Italia e la nostra cultura o te ne resti con la tua cittadinanza e il tuo Paese.

È arrivata l'ora di organizzare in tutta l'Italia i ' Comitati per l'Italia" 🇮🇹 in tutti gli 8000 Comuni italiani, che raccolga l'impegno di tutte le persone di buona volontà, perché qui è in gioco la nostra sopravvivenza. 

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Questo del Giappone, uno dei paesi più civili e avanzati al mondo, un esempio da prendere a modello. 

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In #Giappone la cittadinanza si ottiene principalmente per nascita (ius sanguinis) o tramite un rigoroso processo di naturalizzazione, regolato dalla Legge sulla Nazionalità (Kokuseki-hō). 


Il Paese applica una politica di tolleranza zero sulla doppia cittadinanza, imponendo la rinuncia alla nazionalità d'origine per diventare cittadini giapponesi. 


Ecco le condizioni specifiche per ciascuna modalità di acquisizione:


1. Cittadinanza per nascita (Ius Sanguinis) 

Il Giappone non riconosce lo ius soli (la nascita sul territorio non garantisce diritti automatici). Un bambino è cittadino giapponese alla nascita se: 


* Almeno uno dei genitori è cittadino giapponese al momento della nascita.

* Il padre è cittadino giapponese ed è deceduto prima della nascita del bambino.

* Il bambino nasce in Giappone e entrambi i genitori sono ignoti o apolidi. 


2. Condizioni per la Naturalizzazione (Kika)

Per gli stranieri senza legami di sangue, la naturalizzazione richiede l'approvazione finale del Ministero della Giustizia. 


Secondo le linee guida ufficiali fornite dai consulenti legali in Giappone per fare domanda occorre soddisfare sei (6) requisiti fondamentali: 


1. Residenza continuativa: vivere legalmente in Giappone per almeno 10 anni di residenza continuativa e consecutivi. Periodi prolungati trascorsi fuori dal Paese o frequenti cambi di lavoro a breve termine possono resettare o invalidare il conteggio. 


2. Capacità legale: avere compiuto almeno 20 anni (o l'età adulta prevista dal proprio Paese d'origine) e possedere la piena capacità di agire. 


3. Condotta irreprensibile: fedina penale pulita. Vengono valutati anche il corretto pagamento delle tasse, dei contributi pensionistici e l'assenza di gravi infrazioni stradali. 


4. Autosufficienza economica: dimostrare di poter mantenere sé stessi e la propria famiglia. È necessario un reddito stabile o un patrimonio sufficiente, generato autonomamente o dal coniuge. 


5. Perdita della nazionalità precedente: essere disposti a rinunciare alla propria cittadinanza originaria. Non è possibile mantenere il passaporto italiano o di un altro Stato. 


6. Rispetto della Costituzione: non aver mai fatto parte di organizzazioni che complottano per rovesciare il governo giapponese. 


3. Requisiti flessibili e matrimonio

Il matrimonio con un cittadino giapponese non conferisce automaticamente la cittadinanza. Tuttavia, riduce i tempi di residenza richiesti per la naturalizzazione: 


Integrazione e lingua

Oltre ai requisiti scritti nella legge, i candidati devono dimostrare una conoscenza della lingua giapponese parlata e scritta per superare il colloquio con i funzionari dell'Ufficio degli Affari Legali.

La fine del tempo

La questione più schifosa di queste ore e di questo momento storico è che la sinistra e il centro-sinistra italiani, dal PD e altri, cercano in ogni modo di mistificare e nascondere la realtà, avvalendosi della stampa, della magistratura e dei loro accoliti, pur di coprire le proprie responsabilità.


Sanno benissimo che la colpa di ciò che sta accadendo è LORO.


NOI dissidenti lo avevamo previsto da decenni. 


Sono stati LORO a volere e a portare avanti politiche selvagge di immigrazione incontrollata, facendo entrare nel Paese persone provenienti dai luoghi più remoti del mondo, portatrici di una cultura e di una religione violenta e che vengono respinte persino dagli Stati islamici più rigorosi, come l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, l'Oman e alri che appunto stanno facend la guerra all'Iran perché è uno Stato terrorista come Hamas e tutte le sue appendici dei Fratelli musulmani nel mod.. Lo stesso Egitto e in molti altri Paesi islamici hanno bandito sul loro territorio questa gente maata di mente, questi odiatori di ptofessione ed assassini.

Il problema fondamentale però ora è che nel nostro Paese esiste una parte di concittadini, schierata a sinistra, prevalentemene ma anche nel centro-destra e nelle zone olitiche dei cattolici che continua a sostenere menzogne anche a costo della vita delle persone. 


Di fronte a violenze, stupri e omicidi, negano la realtà e dispongono di un apparato non solo politico, ma soprattutto mediatico, che permette loro di mantenere questa narrazione falsa per continuare a lucrare e gestire posizioni di potere e tenere il popolo sotto il tallone di ferro.


Il popolo però si è rotto le palle. Basta. Non è più tollerabile che questa gente continui ad andare in tv e sui giornali a raccontare menzogne contro gli italiani: contro chi è in ospedale senza gambe, contro le donne stuprate, contro le ragazze adolescenti uccise da criminali violenti. 


Non è più accettabile. Per questo il primo problema da risolvere in Italia è eliminare questa feccia politica-mediatica venduta che ha portato il Paese alla rovina, creando uno stato di guerra interna in cui non si può più uscire di casa tranquilli, neppure di giorno, soprattutto se si è donne, ragazzi o ragazze. 


In tutte le città italiane si rischia la vita. Questi individui provengono spesso da Paesi in cui la violenza è norma quotidiana, dove stupri, assassini e sopraffazioni sono strumenti di gestione della società, in particolare contro i cristiani. 


Pakistan, India, Bangladesh, Nigeria e altri ancora: luoghi da cui spesso fuggono proprio perché criminali o mercenari convinti della propria superiorità e del diritto di sottomettere gli altri.


Ma il problema più grave non sono loro. Il problema più grave sono i nostri concittadini che ci hanno messo in questa condizione. La prima vera pulizia deve partire dai giornali e dalle televisioni. 


I partiti non servono più, i giornalisti sono per lo più venduti, i politici anche.


È arrivato il momento che il popolo si organizzi direttamente da se'. 


Alla prossima nave che arriva in porto, non si può più stare a guardare: bisogna andare lì e fermarli. Perché dietro a tutto questo ci sono organismi pagati da multinazionali e da poteri finanziari che portano qui queste persone per farci la guerra in casa nostra.


Sabrina Liberatoscioli

domenica 12 aprile 2026

DIARIO DI BORDO

 Il male è conseguenza di una scelta. Una scelta di libertà. Il fondamento naturale dell'uomo è la libertà, libertà di scelta e dunque di responsabilità. 

Tutti, anche gli animali, comprendono il giusto e lo sbagliato. Anche i bambini sanno riconoscere ed hanno innato il senso di giustizia e la sensibilità per l'ingiustizia. Prova a dare una sanzione ingiusta ad un neonato. Sono questioni e valori innati. Poi ci sono ideologie e modelli culturali e/o religiosi che inquadrano il male e la violenza come "giuste" per legittimare la loro violenza e dunque la loro scelta di violenza e suprematismo. 


Alla base della violenza e sopraffazione c'è sempre una idea di superiorità genetica/etnica o ideologica e dunque morale. Sempre. Pensa al comunismo, all'islamismo e anche l'ebraismo, ma anche le religioni antiche dai tempi di Hammurabi, nella Valle del Tigri ed Eufrate, o degli Egizi o quella che dispone le caste in Indi e altre religioni pagane dell'antica Grecia o Roma. Il cristianesimo è la prima filosofia/religione che denuncia il male e la violenza "chi è senza peccato scagli la prima pietra", "la trave nel tuo occhio ..". Ma stabilisce anche un limite "giusto" di "verità" oltre cui non è giustificato il male perché i bambini e i fragili si proteggono e non si toccano e gli ultimi, in verità,i puri di cuore, sono i primi. 


Ecco perché non c'è mai giustificazione al male, semplicemente perché è una scelta di libertà. Non c'è mai giustificazione, se non nella libertà di scelta di un sincero e vero pentimento per ottenere misericordia e il perdono. Ma la misericordia e il perdono appartengono al divino, non alla nostra mondanità. 


Ecco perché non ci può mai essere  pentimento senza espiazione della giusta pena, perché la giustizia mai può essere evitata, se si vuole davvero il bene, e si è pentiti del male e violenza fatta e chi ha commesso un atto ingiusto deve pagare, se è persona di verità e, dunque, in giustizia. 


Ecco perché perdonare e dare pene inferiori al giusto nei tribunali non è giustizia, ma è ingiustizia e perseguire ancora il male non riconoscendo giustizia a chi ha subito il male. 


La rieducazione per essere vera giustizia deve passare per la giusta pena e mai uno sconto, perché è solo finzione di misericordia che appartiene non a questo mondo, ma al divino ed è perpetuazione del male ed ingiustizia per la vittima che ha subito il male.

La guerra ai popoli europei

✍️ Lo capite che se non c'è condizionalita e reciprocità tra gli Stati nelle gestione dei propri cittadini e nella gestione delle fronti...